A Fiastra solo 140 domande. La ricostruzione rapida, ordinata e sicura non può restare un sogno

A due anni e mezzo dal sisma, sono solo 136 le domande di contributo per la ricostruzione delle abitazioni presentate nel comune di Fiastra, dove si contano centinaia di immobili danneggiati. Di queste, 94 domande sono relative alla riparazione dei danni leggeri, 42 riguardano abitazioni con danno pesante. Le domande accettate, con l’emissione del decreto di concessione dell’Usr sono finora 49, per un importo complessivo di 3,5 milioni di euro. Per metà di queste è stata già disposta la liquidazione del contributo (è stato erogato poco più di un milione di euro), e in una decina di cantieri siamo ormai vicini alla conclusione dei lavori. D’altra parte, ci sono 4 pratiche che sono in “preavviso di rigetto”.

Un quadro preoccupante

Lo stato della ricostruzione e delocalizzazione delle imprese offre un quadro altrettanto preoccupante. Le richieste di contributo per lo spostamento dell’attività produttiva (ordinanza 9) sono state finora 11 e, di queste, due sono state respinte e due sospese. Ne sono state approvate appena 4 (con un contributo complessivo di 142 mila euro) e liquidate solo 2 (per 63 mila euro totali). Per la ricostruzione vera e propria degli immobili che ospitavano le imprese le domande all’Usr sono state solo 3, e una è stata respinta.

Manca una spinta

E questo accade in un Comune che ha quasi la metà dei residenti sfollata, e che vive nelle Sae o con il Cas perché ha casa inagibile. Noi di Fiastra Domani pensiamo che l’amministrazione comunale debba essere molto più attiva nello stimolare e convincere i cittadini ad avviare al più presto i lavori per la sistemazione delle case. Tornare alla normalità prima possibile è essenziale per garantire le condizioni per lo sviluppo e per tornare a crescere. Purtroppo questa spinta è mancata, come mancano i buoni esempi da parte degli attuali amministratori.

Cosa si può fare

Non è vero che un Comune, come qualcuno oggi sostiene in campagna elettorale, possa fare poco per la ricostruzione. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione è un imbuto dal quale le pratiche passano molto lentamente, ma intanto il decreto del governo appena pubblicato offre la possibilità ai Comuni di gestire direttamente almeno quelle per il danno lieve, che andrebbe valutata con molta attenzione e interesse. E il Comune può svolgere un’azione decisiva a monte, individuando strumenti anche fiscali per incentivare una ricostruzione veloce e sicura, che deve essere un obiettivo, lo ripetiamo, assolutamente prioritario.

Serve una regia

Sulla ricostruzione privata, al di là di tutto, il Comune dovrebbe avere una funzione di regia fondamentale, che oggi neanche si intravede. Abbiamo un problema enorme irrisolto nelle frazioni più danneggiate, ancora in zona rossa, dove si dovrà stabilire per forza una sequenza degli interventi di recupero (privilegiando a nostro avviso i residenti). E in generale dobbiamo fronteggiare una normativa che non permette il recupero dell’intero tessuto urbano dei nostri borghi rurali. Le capanne, le aie, gli immobili che non hanno diritto al contributo, o le case che i proprietari non hanno interesse a ricostruire, rischiano domani di diventare un buco, una ferita, nella loro struttura caratteristica.

Tra le nuove misure previste dal governo c’è anche quella che abroga il divieto di vendita degli immobili prima di due anni dalla loro ricostruzione. Una norma che agevolerà la ricerca di soluzioni, che riteniamo indispensabili, per il recupero di questo patrimonio, destinato altrimenti a restare maceria. Il nostro programma contrasta l’uso del suolo per nuove costruzioni, ed intendiamo privilegiare con ogni mezzo il recupero del costruito esistente.

Sicurezza prioritaria

Forse non sarà un argomento politico vincente, ma insieme a una ricostruzione più veloce ed ordinata, al primo posto delle nostro priorità c’è la sicurezza. Il terremoto, vicinissimo a noi, continua a farsi sentire. Emanuele Tondi, professore di geologia a Camerino e sindaco di Camporotondo, ne ha scritto nei giorni di Pasqua, superando uno scrupolo di coscienza, invitando la popolazione a non perdere mai la consapevolezza del rischio.

E’ un discorso coraggioso, tanto più che viene da un sindaco, e che condividiamo totalmente. Pensiamo che l’amministrazione comunale, in particolare, debba favorire la messa in sicurezza delle case che non hanno subito danni nel 2016  con incentivi specifici, e svolgere un’intensa azione di comunicazione rivolta a tutti i proprietari sugli strumenti a disposizione e sui relativi benefici fiscali, a partire dal sismabonus che è stato molto potenziato.  Dobbiamo trarre una lezione dal terremoto, e non commettere più gli errori che abbiamo fatto in passato, se vogliamo assicurare un futuro ai nostri figli.  

Il programma di Fiastra Domani per la ricostruzione privata 

Il programma di Fiastra Domani per la ricostruzione pubblica

 

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